intervista
Di Manuela Orsini Merani
Chi dice donna dice danno, si diceva una volta. Un proverbio che va sentito con un quid propositivo soprattutto alla luce dei tanti fatti di cronaca. Su questo punto torneremo con altri approfondimenti. C’è una regione d’Italia che, da sempre fa girare la testa a tutti, senza togliere niente a nessuno, proprio come una femme fatale. Da tutti i continenti sono arrivati per ammirarne le sue indiscusse qualità e attrattive. Nel corso degli anni non ha solo mantenuto la sua identità: storica, culturale, artistica, artigianale ed enogastronomica, ma ha dato i natali a personaggi e personalità che hanno fatto la storia.
Vi dice niente un tale che di cognome fa Alighieri e di nome Dante? E per non parlare dell’ironico Galileo Galilei, al rivoluzionario Giotto, fino all’irrequieto Giacomo Puccini e tanti altri.
La lista è veramente estesa e abbraccia tutti i rami dell’espressione del sapere.
Stiamo parlando della Toscana, un territorio di circa 3.660.068 abitanti ad oggi che, vanta un patrimonio che non si riassume solo nel capoluogo fiorentino, o nella città che pende, ma vede un ventaglio di offerte anche dai piccoli borghi, meno conosciuti, ma non per questo ricchi di tesori.
Coinvolgere un tipo di turismo culturale non si impara dall’oggi al domani, ci vuole amore per la propria terra e uno studio continuo volto a strategie promozionali e sinergie.
Da fine luglio 2026 è stato nominato commissario straordinario di Toscana Promozione turistica dal presidente della regione Toscana Eugenio Giani, l’avvocato Giacomo Bugliani.
Abbiamo voluto conoscere più da vicino chi sta portando avanti questo ruolo così complesso.

Avvocato, politico, e profondo conoscitore della macchina amministrativa regionale. Se dovesse raccontare chi è Giacomo Bugliani a chi la incrocia per la prima volta fuori dal contesto istituzionale, da dove partirebbe?
«Partirei dalla mia formazione professionale a quella per cui ho dedicato tanti anni della mia vita. Quindi la prima definizione che darei è quella di avvocato, in base agli studi intrapresi. Dedico passione e dedizione alla mia professione. il mio percorso mi ha portato alla politica da giovane, per dieci anni sono stato consigliere regionale. Ho rivestito anche il ruolo di presidente della prima commissione del consiglio regionale della Toscana dal 2015 al 2025.
Mi sono occupato del bilancio e ho avuto modo di conoscere in modo più approfondito la finanza regionale in senso stretto, oltre agli incarichi istituzionali.
Adesso con questo nuovo incarico, stimolante e impegnativo, posso sfruttare tutta l’esperienza maturata, sia dal punto di vista professionale che, istituzionale.
La Toscana è un brand potentissimo a livello internazionale in un contesto turistico.
Bisogna avere gli strumenti idonei anche per valorizzare una Toscana minore, meno nota.
Dal 29 settembre al 1° ottobre prenderà vita una importante manifestazione il “Buy Tuscany” che guarda alla promozione dell’offerta turistica toscana.
Non solo, chiama all’incontro operatori e buyer internazionali. Mette in contatto operatori turistici locali con gente che viene da tutto il mondo per conoscere il territorio apuano di Massa Carrara e la Lunigiana, organizzando dei tour attrattivi per gli stranieri,dove andranno a sperimentare un’altra Toscana. Ci saranno incontri con le aziende del territorio e aziende straniere. Si innesca così una riqualificazione dei borghi che spiccano come gioielli del nostro territorio, dalle tante potenzialità culturali ed enogastronomiche».
Fare politica oggi richiede una dedizione totalizzante e spesso espone a critiche continue. Da dove trae l’energia per andare avanti ogni giorno con lo stesso entusiasmo degli inizi?
«Sostanzialmente dalle persone, nel mio modus operandi non ho mai pensato come uomo di partito, anche nelle difficoltà, a volte la politica ti porta grandi soddisfazioni o a subire torti e prevaricazioni. Mi sono nutrito di un rapporto diretto con le gente, per l’impegno politico credo nel valore delle persone e nel lavoro. Ecco perché ho tanto entusiasmo. Penso che un politico che non si mette in contatto con la gente sia destinato a fallire. Si deve sempre mantenere un piglio più umano nei rapporti con le persone, non bisogna agire come uomo di palazzo nel mondo della politica, ma ascoltare anche le persone per strada».
Guardando al futuro, quali ritiene siano le priorità assolute su cui la Toscana deve investire nei prossimi anni per restare competitiva e attrattiva, mantenendo però intatta la sua identità?
«La toscana ha già un brand autorevole e internazionale, l’attività di promozione a livello nazionale e internazionale è un ottimo punto di partenza. Ma l’obiettivo da raggiungere non guarda solo a una semplice attività di promozione delle città già note, si sta portando avanti un ottimo lavoro anche per una Toscana minore, capace al tempo stesso di offrire dei prodotti turistici importanti.
E’ significativo anche porre l’accento sui cosiddetti cammini con una bella rete di cammini legati alla storia, all’arte e in generale alla cultura, pensiamo alla via Francigena. E ad altri percorsi naturalistici e religiosi,anche sul versante costiero. Un nuovo strumento importante con prodotti turistici su cui si sta lavorando con accordi marketing.
Qui gioca un ruolo importante anche la collaborazione con imprese turistiche per la valorizzazione del territorio e le fiere. Per fare un esempio il BTO, Be travel onlife 2026 alla stazione Leopolda a Firenze, dedicato all’innovazione digitale nel turismo.
Non solo, si devono adottare misure adeguate per portare avanti un tipo di turismo sostenibile e accessibile, già in passato sono stati effettuati degli interventi su questa direzione.
Mi auguro che possa essere portato avanti anche in termini economici e con la collaborazione dei comuni nel tessuto di Massa Carrara.
Sappiamo che è molto attivo nel panorama culturale con tante iniziative di spessore, tra le quali il Premio Sandomenichino, di cui è presidente. Ci può accennare qualcosa su questa edizione?
«Siamo alla 67 edizione e quest’anno come tema attuale è stato proposto quello della pace di San Francesco, il cantico delle creature. La cerimonia di premiazione è fissata per sabato 26 settembre alle 15,30 al Teatro Guglielmi di Massa. Un incontro vissuto come spettacolo e non come una cerimonia stereotipata. Presenzieranno ospiti e autorità di rilievo come Padre Enzo Fortunato, francescano, cura una rubrica sulla spiritualità su Rai Tre, al quale verrà consegnato il premio alla cultura. E l’avvocatessa Annamaria Bernardini Pace, a lei verrà consegnato il premio alla carriera 2026 e presenterà il suo recente libro “Sentimenti e sentenze”. C’è stata una notevole partecipazione da tutt’Italia di autori».
Un aneddoto particolare che porti dentro legato a questo premio?
«Dal 1984 fino 2024 è stato presidente di giuria l’attore, regista di teatro e poeta Alessandro Quasimodo, figlio del Premio Nobel Salvatore Quasimodo. Tempo fa, ero andato in vacanza in Sicilia a Modica il suo paese natale. Quando visitai il museo casa natale dedicato al padre con mia grande sorpresa e piacere vidi una foto, scattata in occasione del premio Sandomenichino. In quella foto c’ero io con Alessandro.
Purtroppo è venuto a mancare un anno fa a 85 anni, lo ricordo ancora oggi con affetto, aveva una testa eccezionale, senza età».

L’avvocato Giacomo Bugliani con Alessandro Quasimodo, attore, regista teatrale e scrittore



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