
Osservatorio di Capè
Due argomenti mi frullano in testa da alcuni giorni:
a – il referendum sulla giustizia recentemente tenutosi con un NO definitivo
b – il confronto tra tre donne politiche che hanno tenuto le redini politiche dei rispettivi Paesi europei la: Thatcher, Merkel, Meloni. Donne tutte passionarie politicamente parlando ma con sensibili e – a parer mio personale sia chiaro – differenti risultati. Il perché e’ presto detto: la palma d’oro va alla Cheratite che con pugno fermo e’ andata avanti per la propria strada risollevando un’Inghilterra che navigava all’epoca in perigliose acque con i due partiti di maggioranza in lotta fra loro come non era mai successo, con la popolazione alle prese con problemi vari che andavano da inflazione alle stelle, sanità in default con ripercussione sulla salute del popolo, anziani e bambini in testa, problemi con gli irlandesi svegliatisi da un latente letargo e minacciavano – anche con atti terroristici la stabilità britannica, problemi assortiti con importanti colonie britanniche reclamanti l’indipendenza, problemi tutti di fronte ai quali la classe politica che risiede a Westminster era assente ed incapace di agire. Attraverso una politica enfatizzante i mercati liberi con intervento governativo ridotto al minimo indispensabile, con una politica fiscale giusta, la LADY DI FERRO unitamente al nazionalismo britannico, inviso e contrastato vivamente dall’Unione Europea, era avanti di 20 anni rispetto ai suoi avversari politici – sia inglesi che mondiali – rispose così a chi la criticava per il suo thatcherismo durante un discorso politico a Solihulle durante le elezioni politiche generali del 1987 “se per thatcherismo si intende depenalizzazione dell’omosessualità, dell’aborto, del contrastare il cambiamento climatico in atto con l’utilizzo dell’energia nucleare e del mantenimento della pena di morte io dico W il thatcherismo” ed e’ andata avanti imperterrita per la sua strada tracciando la via da seguire ai suoi successori tra i quali Tony Blair quanto a deregolamentazione, privatizzazione delle industrie nazionali chiave, mantenimento di un mercato del lavoro flessibile emarginando i sindacati e centralizzando il potere dalle autorità locali al governo centrale e dando nel contempo una lezione di politica centrale monetaria all’Europa tutta. La seconda in classifica – si fa per dire – e’ la Sig.ra Angela Merkel – la MUTTI (mamma in tedesco) soprannome affibbiatole con ironia e sarcasmo dagli avversari politici maschi per lo più – che per sedici ininterrotti anni ha guidato con polso fermo e sagacia la Germania, dapprima Ovest e successivamente unita. E basterebbe questo enorme successo a farla entrare di diritto tra le donne che hanno cambiato la storia del proprio Paese e non sono moltissime. Per capire il senso della sua politica e valore basterebbe il sunto fatto dal giornalista Massimi Nava nel suo libro “Angela Merkel” cioe’ “una STATISTA europea con a cuore prima ed avanti tutto la Germania, capace di andare oltre il quotidiano, diventando visionaria senza essere ingenua”. Come dire che Angela Merkel era concreta, risoluta, e pensava al domani della sua Germania a ruota seguita dall’Europa infischiandosene se a spese delle altre nazioni Grecia, Spagna ed Italia in primis che hanno pagato oltre il dovuto il costo dell’Unione delle due Germania e sono oggi fanalino coda dell’Europa stessa e lo vediamo quotidianamente. Se il francese Augustin Louis de Ximenes definì l’Inghilterra “La Perfida Albione” nel diciottesimo secolo per la risolutezza e determinazione con la quale portava avanti la propria smania coloniale e non solo altrettanto mi sento di definire la politica della Merkel. Due donne che hanno fatto la fortuna dei loro Paesi nell’interesse esclusivo delle rispettive Nazioni infischiandosene delle altre. Peccato che oggi non abbiano seguito dai loro rispettivi successori uomini. Doveroso infine paragonarle alla nostra Primo Ministro Giorgia Meloni che io lo dichiaro apertamente l’ho votato in un momento che l’Italia aveva bisogno di area fresca e pulita a Palazzo Madama necessitando di una accurata profonda pulizia e liberazione della “feccia putrida” che ci era stata imposta per un ventennio circa senza che il popolo potesse democraticamente votare, abbagliato dalla molteplice promesse elettorali che da autentica politica – questo le va riconosciuto – dispensava. Attenzione ho detto politica e non STATISTA. Una Statista meritevole di tale nome e’ colei che pensa al domani della propria Nazione mentre un politico/a pensa esclusivamente al proprio oggi. Ecco se posso osare una definizione per la Meloni userei il termine “titubante coniglietta” e le consiglierei di tirare fuori le unghie – oserei altro termine ma per il rispetto del ruolo Istituzionale ricoperto – e dia concreta prova di saper guidare l’Italia con polso giusto ma fermo, oggi più che mai necessario dopo l’irrispettosa definizione “la credevi più coraggiosa” di Trump offensiva a tutte le donne italiane con Anita Garibaldi in testa, a dispetto delle yankees tutte. . Lo chiedono gli italiani tutti – donne, uomini, givani ed anziani – stanchi di vedere trattata la nostra Nazione come una vecchia ciabatta logora e consumata quando molti secoli fa i nostri ROMANI calpestavano e insegnavano al mondo intero e ne vediamo ancor oggi le vestigia.
