
di Francesco Boicelli
Nella suggestiva cornice della libreria Mondadori di Pietrasanta, sabato 9 maggio si รจ tenuto un intenso incontro letterario dedicato alla presentazione del romanzo “Un bagliore in mezzo al mare” (Tarta Editorial Project). A dialogare con l’autrice Monia Pellegrinelli รจ stata la giornalista Manuela Merani, la quale ha saputo tessere una trama di domande profonde, capaci di svelare l’anima resiliente della protagonista e il legame quasi simbiotico tra finzione letteraria e realtร biografica. Il progetto nasce da unโurgenza creativa maturata nel silenzio sospeso del periodo pandemico, un tempo in cui Monia ha iniziato a osservare con occhi nuovi la crescita dei propri figli e i primi turbamenti del cuore. Ricordando quel momento, lโautrice ha spiegato come l’ispirazione sia scaturita da un’immagine quotidiana: “Ho preso spunto guardando i miei figli. Vedendo mia figlia farsi donna e un amico di mio figlio che la guardava in modo carino, da lรฌ mi รจ partito l’input di narrare la storia di due ragazzi che vivono, passo dopo passo, il loro amore”.
Il romanzo si configura come unโopera profondamente intima, in cui la protagonista Anna diventa lo specchio delle fragilitร e, al contempo, della straordinaria forza dell’autrice, che ammette con candore: “Tanti sono gli aspetti in comune con lei, mi rispecchio molto in Anna”. Attraverso le pagine, emerge una figura femminile che attraversa le amarezze della vita con una determinazione incrollabile, incarnando l’idea che, sebbene tutti noi a volte cadiamo per terra, abbiamo la capacitร innata di rialzarsi e ripercorrere la nostra strada. La narrazione affonda le radici negli anni โ80, unโepoca che Monia rievoca non solo come sfondo temporale, ma come rifugio emotivo, accompagnata dalle melodie di quegli anni: “Ascoltavo le canzoni di quel periodo mentre scrivevo. Erano totalmente diverse da quelle di adesso, avevano tutt’altro succo”. Questo richiamo al passato funge da contrappunto a una modernitร in cui i legami sembrano essersi sbiaditi, portando l’autrice a riflettere su come “amore e amicizia siano ormai dati per scontati. Non c’รจ piรน quella spinta che ti fa credere nell’amico vero; oggi un rapporto puรฒ girare l’angolo e sparire in due secondi, non rimane piรน saldo”.
Il percorso di Anna รจ segnato da incontri che ne forgiano il carattere, dall’innocenza del primo amore con Giacomo alla ferita piรน bruciante inflitta da Kevin, un personaggio che Monia descrive attingendo a un vissuto autentico e doloroso. Riferendosi a questa figura, l’autrice ha confessato di aver conosciuto persone simili, capaci di simulare un impegno per poi fuggire dalle responsabilitร : “Qualcuno che sembrava volesse impegnarsi ma alla fine voleva solo divertirsi, perchรฉ aveva paura di costruirsi una famiglia e preferiva andare di fiore in fiore”. In questo contesto, la scrittura emerge come una forma di catarsi necessaria: “Per me รจ una cosa liberatoria, un modo per esprimere quello che si pensa o quello che si vorrebbe essere. Piรน scrivo e piรน mi riempio di emozioni”.
Questa ricerca di senso si intreccia indissolubilmente con la parabola professionale di Monia, che ha trovato la sua vocazione di operatrice socio-sanitaria proprio partendo da un’esperienza nei luoghi della fragilitร umana. Ricordando i suoi inizi in una cooperativa di pulizie, ha raccontato come il contatto con i pazienti abbia cambiato la sua prospettiva: “Ero attratta dai luoghi di sofferenza perchรฉ potevo interagire con l’ammalato. Mi chiedevano una piccolezza, come tirare su una tapparella, e io lo facevo con gioia. Finchรฉ mi sono appassionata a quel mondo e sono diventata una OSS”. Tale attitudine alla cura si riversa interamente in Anna, una donna che “anche se tutti vanno contro il suo pensiero, lei non si sposta, continua imperterrita a proseguire il suo cammino”. Il romanzo, presentato con successo a Pietrasanta, rimane cosรฌ un inno alla speranza e alla volontร di far emergere la luce anche nelle fasi piรน buie, con l’obiettivo costante di “far uscire la protagonista da quella tristezza che la opprimeva” per consegnarla a un futuro di rinnovata consapevolezza.

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