di Capè

In questi giorni di feste appena trascorsi mi sono immerso in due
scritti – un romanzo ed un articolo redazionale –che trattavano lo
stesso argomento affrontando totalmente e completamente: il silenzio!
E mi hanno spinto ed incuriosito se opposto e confrontato con
l’argomento oggi imperante in televisione e sulla carta stampata: la
Robotizzazione e l’intelligenza artificiale . Due argomenti
affascinanti e devastanti se…..non stiamo attenti e non commettiamo,
specie per l’ultimo, lo stesso errore commesso a cavallo del 1800-1900
da un certo inventore della Dinamite – NOBEL – resosi conto di ciò che
avevano creato le sue mani ed intelletto e soprattutto l’uso e la
piega presente e futura stava prendendo e – dilatandosi per biechi
interessi – la sua invenzione nata con le migliori pacifiche
intenzioni cercò di porvi rimedio creando il premio Nobel per coloro
che si fossero distinti nei migliori campi scientifici e non a favore
dell’umanità. Nobile intenzione ma fine a se stessa perché è sotto gli
occhi di tutti lo sfacelo – attuale, passato e futuro – della
dinamite. Lo stesso per l’intelligenza artificiale – che e’ siglata
pomposamente IA in contrapposizione alla più umana e terrena QI con l
quale si intende e si misura il reale grado di intelligenza effettivo
che ogni essere umano possiede. Ma mentre quest’ultimo ha dei valori
compresi mediamente fra 90 e 190 nell’IA non c’e’ limite. Pensiamoci
bene: si parla oggi di IA come se fosse una novità recente del 21
secolo mentre in realtà esiste da sempre basta pensare alla macchina da
scrivere, alla calcolatrice, al computer tutti strumenti utilissimi e
che ci aiutano a svolgere i più complicati compiti con il risultato di
facilitare sì la vita da un lato ma dall’altro – ed è il suo prezzo –
ci disabitua ad usare la nostra mente senza che ce ne accorgiamo
regredisce fino al lumicino. Aggiungiamo a questa IA la robotica
imperante che se da un lato ci permette di effettuare arditi
interventi chirurgici per salvare delle vite altrimenti non
effettuabili con le nostre mani dall’altro apre scenari spaventosi di
questi tempi di guerre ed attentati se venisse utilizzata per
costruire non i simpatici robot programmati per divertirci o per
servirci un pasto al ristorante – privandoci comunque dell’empatia che
si instaura con il cameriere o il ristoratore di turno che sia chiaro
rimarrebbero comunque disoccupati – ma venisse – e verrà statene
certi dimentichi dell’Ing. Nobel e del suo fulgido e al tempo stesso
tragico esempio – utilizzato da un dittatore o da un estremista per
creare un esercito volto costantemente a combattere o a fare
attentati. Saremmo sempre perennemente in guerra tanto i soldati-robot
si riparano mentre dell’essere umano –donna, bambino, uomo, potenti o
meno – chi se ne frega …… Questa funesta premessa l’ho rapportata a
quanti scritto a quattro mani da Guarducci e consorte nel loro libro
Piu’ in là del silenzio (Le Lettere) e da Nicoletta Polla-Mariot nel
suo libro Il silenzio e’ rivoluzione che posso riassumere in queste
poche parole “Il silenzio accade, non si dice, l’importante e’
esserci”. Provate a chiudere gli occhi ed immaginate di essere in riva
al mare in una tiepida serata settembrina, sdraiatevi sulla spiaggia
con la risacca che vi lambisce le gambe piacevolmente, la tiepida
serata che vi offre un tramonto da capogiro sulle note di una tromba
che suona “il silenzio fuori ordinanza” e lasciatevi – voi e la
vostra/o innamorata/o – trasportare su una nuvola attraverso
l’universo intero. Assaporate la quiete dimentichi di tutto – rumore,
telefonino, frenesia, vociare, traffico e tutto ciò che rompe questo
silenzio – e godetevi questo sogno abbracciandovi,,,,e ne riparliamo.

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