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Umanità è una parola desueta? Siamo ancora umani?

L’osservatorio di CAPE’

L’osservatorio di questo mese non ha un titolo particolare né un argomento specifico ma vuole spaziare in generale sul momento “umano” che stiamo attraversando o – meglio – “esiste ancora fra noi l’umanità?”

Si perché osservando e/o leggendo i giornali il dubbio ti assale confermato da quello che vedo osservando il comportamento dell’umana gente appiccicata com’è sempre al cellulare ora usato come “reportage” da tramandare o come “sostituto” a tavola, in auto del colloquiare con i familiari.

Siamo distratti e guidati dalla tecnologia imperante – per lo più made in China – anche quando siamo testimoni di incidenti, cadute, offese o rapimenti pronti a documentare invece che prestare aiuto o soccorso al bisognoso/a convinti che sia figo e presente per i posteri.

E’ qui che l’umanità e’ andata a remengo facendoci dimenticare i valori del rispetto, educazione, della convivenza come ci hanno insegnato i nostri nonni/e e madri/i. Come rimpiango quei momenti di convivialità paesana che nella nebbia bresciana o nelle giornate livornesi di libeccio ci univa, perfetti sconosciuti, aiutandoci reciprocamente a farci strada nell’invisibilità nebulosa a stare in piedi nonostante le folate impetuose. Oggi siamo tutti di fretta come se perdessimo il treno dell’indifferenza non dimentichi però di un ultimo flash del trasmettere via Whats-App!

Non è solo indifferenza mancando oggi quella galanteria maschile che ti faceva aprire la porta alla signora/ina sconosciuta o – pensateci bene – nell’accettare che l’aperitivo, la pizza o la cena la pagasse la fidanzata o amica del momento.

Ecco e’ questo cancellare i ruoli che abbiamo sempre tenuto fino al secolo scorso che mi fa a volte vergognare del fondo in cui siamo caduti volgarmente. La donna va rispettata sempre e comunque, bianca, nera o mussulmana che sia solo perché e’ un essere umano e non proprietà di nessuno. Così come la casa – libera fissa o temporaneamente – non deve essere abusivamente occupata e sono d’accordo con quei proprietari che sanno farsi valere con forza e decisione.

Solo così torneremo ad essere esseri umani rispettosi del nostro genere al di là delle becere esternazioni politiche – di sinistra e di destra – che la televisione e i social continuano a propinarci attraverso i vari talent o spettacoli propagandistici oggi dominanti al posto di varietà, film, o intrattenimenti rilassanti dopo un’estenuante giornata di lavoro.

Riprendiamoci i nostri valori di educazione e di rispetto verso gli altri così e solo così potremo essere rispettati

Al prossimo non personale osservatorio


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