
di Daisy Bozza
Ci sono storie che nascono per gioco, altre che si raccontano da sole.
Ci sono storie che si tramandano di madre in figlio e poi ci sono quelle piรน rare, piรน preziose.
Ci sono le storie che si lasciano vivere.
Un poโ per scelta, un poโ spinta dagli eventi della vita, dieci anni fa ho iniziato a lavorare in uno dei parchi a tema piรน rinomati dโEuropa.
Ed รจ lรฌ che ho scoperto quanto il confine tra realtร e immaginazione possa essere sottile.
Perchรฉ, se รจ vero che lโincanto finisce laddove comincia il turno di lavoro, รจ altrettanto vero che certe storie, ascoltate da bambina, o vissute attraverso lo schermo dei cinema della domenica pomeriggio, continuano a vivere dentro di me.
E, come molti dei miei colleghi, ho atteso con impazienza che una di quelle storie prendesse forma sotto i miei occhi.
Dal 29 marzo, Disneyland Paris ha aperto al pubblico una nuova area tematica, attesa da anni.
Una novitร che porta con sรฉ la forza di una delle storie piรน amate degli ultimi tempi, quella di Anna ed Elsa, le due principesse di Arendelle.
Ho avuto lโopportunitร di vedere in anteprima la nuova espansione a fine febbraio scorso, e la sensazione, fin dai primi istanti, รจ stata quella di entrare in un mondo a parte.
Pensata per rispondere alle esigenze di un pubblico sempre piรน attento allโesperienza immersiva, la nuova zona si apre su un immenso lago, vero cuore scenografico di questa land.
Tutto intorno sorgono ristoranti, negozi e il magico regno di Frozen, incorniciato da montagne innevate che sembrano uscite dal film.
Lโattrazione, Frozen Ever After, รจ un ride acquatico arricchito da animatronic di ultima generazione che accompagnano i visitatori nel regno incantato della Regina delle Nevi.
Ma รจ al calar della sera che la magia raggiunge lโapice.
Infinite luci si riflettono sullโacqua immobile del lago, creando lโillusione di trovarsi in una baia incantata.
Passeggiare a riva diventa unโesperienza unica, capace, per un istante, di far dimenticare di trovarsi in un parco a tema.
Questa nuova apertura racconta qualcosa di piรน profondo, racconta di un cambiamento nel modo stesso di concepire i parchi.
E se un tempo lโobiettivo era stupire con un susseguirsi serrato di attrazioni, oggi lโattenzione si sposta sul benessere del visitatore.
Gli spazi si ampliano, il ritmo rallenta e lโesperienza si arricchisce di momenti di pausa, pensati per essere vissuti tanto quanto le attrazioni stesse.
Perchรฉ, in fondo, la vera magia non รจ solo quella che si vede, ma รจ anche quella che arriva dritta al cuore.


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