
Di Manuela Orsini Merani
Si fanno chiamare madri e al centro dei loro impegni educativi c’è quello di avere a cuore l’educazione dei piccini. Sono le Canossiane della scuola primaria paritaria Maddalena di Canossa a Forte dei Marmi. Qui, si respira un’atmosfera familiare, gli alunni si approcciano a un ventaglio di offerte educative che li portano mano, nella mano a vivere l’apprendimento come una esperienza piacevole e altamente formativa.
Il suono della campanella da il benvenuto dal lunedì al venerdì alle 8,30 in punto, alcuni genitori che fanno turni di lavoro più impegnativi hanno la possibilità di portare i bambini anche alle 7. Cartelle, libri, astucci pieni di pastelli pesano e durante la settimana restano a scuola, ma nei week end si portano a casa. Ecco che allora ogni piccolo studente può mostrare a mamma e papà, i traguardi scolastici raggiunti. Anche in questo modo si risveglia l’unione familiare in buona sinergia con la scuola.
Ci accoglie con il sorriso Madre Felicita, in sottofondo echeggiano le voci allegre dei piccoli allievi. La madre spiega parte di un ricco progetto educativo che risponde a una visione del mondo, sia ispirata ai valori cristiani che al carisma educativo di Maddalena di Canossa :
“Da otto anni sono in questo istituto che ha una lunga tradizione, ormai ha fatto 100 anni.
La nostra non è una scuola statica, cerchiamo di formare l’uomo e la donna del domani.Quando vanno alle medie abbiamo un riscontro, risultano preparati. Educazione non vuol dire omologare tutti gli alunni ma, prestare primaria attenzione alla persona, come dice la nostra fondatrice Santa Madre di Canossa. Ci aggiorniamo di volta in volta in base alle normative ministeriali. Ogni aula è attrezzata con la Lim, (ndr lavagna interattiva multimediale) e ogni bambino è provvisto di tablet. Hanno l’aula d’ informatica e seguono un percorso educativo corposo”.
Per arricchire il loro bagaglio di vita l’introduzione della lingua inglese, nella maniera verticale, per tre ore a settimana con insegnante di madrelingua per dare corso a conversazioni e interazioni con altre discipline come arte e informatica.
Spazio anche alla musica, tenendo conto delle capacità degli allievi si insegna a utilizzare uno strumento. Alle 16 quando escono hanno la possibilità di andare alla scuola musicale, dove possono approfondire la materia con un strumento scelto in base alle loro corde. Altre sono le offerte pomeridiane per ampliare le attività, in particolare dedicate ai bimbi di genitori lavoratori e sempre con attenzione ai loro desideri. Ad aggiungersi a inglese, teatro, pallavolo, danza e karate. Un modo per sviluppare in modo divertente e creativo le loro potenzialità e rafforzare la concentrazione nello studio. Non solo, si delinea un percorso utile per uno sviluppo cognitivo, emotivo e sociale.
Sul fronte intelligenza artificiale stanno ancora valutando, ma le maestre stanno già seguendo dei corsi a tema. In estate con i campus in inglese si affrontano alcuni esperimenti con interventi di IA e c’è un approccio più libero con lezioni di vela e pallavolo.
Sottolinea ancora: “Alla fine dell’anno prende corpo il saggio di teatro, dove ogni classe affronta il suo tema, deciso con l’insegnante Mirtilla Pedrini della scuola di teatro. A seconda dell’attività e della programmazione, organizziamo delle attività specifiche utili a livello formativo e di orientamento, così il bambino manifesta se stesso. In queste attività si possono esprimere come sono. Ad esempio, giorni fa sono andati in una fattoria qui vicino, per seguire il percorso delle api. In un’altra occasione con le classi della terza, quarta e quinta siamo andati al castello a Sarzana, a seconda delle classi si sono vestiti chi da Robin Hood, o con altri costumi”. Le uscite sono vissute come un gioco, come la giornata dedicata al gelato è stata molto apprezzata.
Nel corso della programmazione si articolano incontri con i professionisti: in particolare con le classi IV e V si affronta scienze con l’intervento di un medico, educazione civica con una specialista, si parla di costituzione con l’avvocato Lorenzo Neri. Un giorno dedicato anche al mosaico e ad altre tematiche che avvicinano gli alunni ad altre discipline.
“Grazie al Comune abbiamo la possibilità di avere degli educatori, che seguono alunni con alcune difficoltà, o che non sono Italiani, alcuni sono inglesi, ucraini, altri da Gerusalemme”.
Racconta che dove in alcune classi c’è un allievo affetto da autismo, gli altri bambini dimostrano tutto il loro affetto e una sensibilità accentuata e alla fine sono quelli che cercano di impegnarsi di più. “Non sarà sempre una vita con i ricchi. I bambini dopo se ne accorgeranno, bisogna abituarli ad altri spaccati della vita”.
La genesi della scuola:
Appartiene all’Istituto delle Suore Canossiane, fondato a Verona all’inizio del 1800 dalla marchesa Maddalena di Canossa.
A suo dire, per la condotta di tutta la vita aveva un peso fondamentale l’educazione, la scuola diventava una porta d’ingresso alla cultura e al tempo stesso un percorso di approfondimento dei valori umani e cristiani, necessari per dare un senso alla vita.
A Forte dei Marmi nel 1920, arrivarono da Firenze alcune Madri Canossiane, per cure marine e ben presto constatarono la mancanza di scuole sul tessuto locale.
Proprio grazie a loro e con il benestare delle autorità, diedero vita a una scuola materna e una primaria approvata con regio decreto nel 1941. Anni dopo si aggiunse anche una scuola di avviamento professionale.



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