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salute

Siamo invasi non dagli alieni ma dalla plastica. Forse non interessa a nessuno però abbiamo creato un danno al nostro caro vecchio pianeta oppure no?



di Anna Peru


Vi siete accorti che tanti oggetti usati nel quotidiano sono di plastica basta pensare che è un materiale che è entrato nelle nostre vite e case. Sostituendo tantissime altre materie basta pensare al vetro al legno che erano utilizzate e sono state abbandonate per i costi e per tante altre ragioni. Basta pensare all ‘arredamento ai contenitori in genere sia usati per l’igiene personale ai cosmetici che a quelli per la casa e a tutti gli accessori: pettini, spazzolini, detersivi, abbigliamento,calzature e tanto altro.

Dalla nota pubblicità sul Moplen, testimonial l’attore Gino Bramieri, ai tempi del carosello che sembrava una svolta alla modernità di quei tempi nello specifico gli anni 50/60, siamo stati circondati con piacere o no dalla plastica. Chi ha inventato il moplen che era un polipropilene isottatico, il chimico Italiano Giulio Natta nel 1954, ma da una ricerca più approfondita già nel 1861 l’inglese Alexander Parkes creò il primo materiale plastico e poi a seguire tanti altri ricercatori di altre nazionalità.

Mondo invaso dalla plastica – 1


Ma da un lato la scoperta della plastica ha portato sicuramente un benessere, ma con l’andare del tempo ci siamo accorti che sia i prodotti chimici utilizzati per la plastica, e anche le composizioni realizzate hanno creato nel tempo ampiamente tanti danni e disagi al pianeta, trasformandosi in un dannoso inquinamento per l’ambiente. Fino a scoprire che la plastica è un materiale indistruttibile e quindi i frammenti sotto forma di nano e micro particelle plastiche non solo hanno invaso tutto, contaminando il cibo sia vegetale che di origine animale, l’acqua, l’aria, entrando purtroppo in diversi organismi anche quello umano.

Un rischio per la salute e un problema sanitario non indifferente visto che si è scoperto che alcune patologie derivano dagli effetti di questa dinamica delle particelle plastiche che sono state trovate nel sangue, nella pelle e in alcuni organi causando danni cellulari, al fegato o infiammazioni croniche. Che dire, forse siamo ad un punto di non ritorno, se pensiamo che la plastica ha invaso buona parte del pianeta dove l’accumulo costante e tutte le attività correlate hanno evidenziato che sono stati profondamente compromessi gli equilibri del nostro pianeta. Le soluzioni ci sono ancora, oppure è troppo tardi? Speriamo di sì,alcuni centri di ricerca scientifica anche internazionali stanno cercando tramite monitoraggio o con metodi innovativi e con una politica di riduzione all’uso della plastica di trovare dei rimedi che però sono in contrasto con la politica industriale. Ma anche una virtuosa educazione di rifiutare il prodotto alimentare conservato nella plastica e quindi di fare delle scelte consapevoli come l’acqua nelle bottiglie di vetro, i detersivi e saponi alla spina e sfusi distribuiti nei negozi preposti secondo la quantità necessaria, un uso e riuso della plastica in casa. Cercare a nostro parere di comprare meno plastica per aiutare il pianeta e anche per la nostra salute,anche perché c’è una correlazione con il cambiamento climatico che stiamo vivendo in questo momento, con delle temperature pazzesche basta pensare che il surriscaldamento è provocato anche dalle tante emissioni dell’industria petrolifera infatti la plastica e il petrolio sono uniti dalla sua creazione, ma di questo ci occuperemo in un altro servizio.



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