Di Anna Peru

Cosa significa essere donna oggi. È un bel biglietto da visita, oppure è soltanto un dilemma?

L’8 marzo è una  giornata internazionale dedicata alla  donna, ma la nostra domanda è: ha ancora  senso festeggiarla? Alcuni dicono che non si ricordano il perché viene celebrata, altri che comunque è una festa con doni, cene fuori e altro.

Questa ricorrenza ricorda le lotte e le discriminazioni vissute dalle donne prima di poter arrivare a dei risultati nella società attuale. Ma quali sono questi miglioramenti, alcune donne si domandano? Nello specifico hanno ottenuto l’uguaglianza dei diritti nel lavoro uguale all’uomo, il diritto di voto, all’istruzione, alla parità legale nella società e nella famiglia e anche di trattamento, ma non finisce qui.

Ma questi  cambiamenti in realtà  presentano delle lacune, basta esaminare che sul piano lavorativo gli stipendi e le carriere sono inferiori -in alcuni casi – rispetto agli uomini e che dire poi dei casi di violenza e di abuso  sia nell’ambito famigliare che nella società sono aumentati fino a diventare in casi estremi dei  femminicidi.

Storicamente  era il 12 marzo dopo il periodo fascista nel settembre del 1944 a Roma venne creata l’Udi (unione donne in Italia) e si stabilì di anticipare tale festa  all’8 marzo come giornata della donna nelle zone liberate d’Italia. La mimosa fu scelta come  simbolo floreale di questa festa grazie a tre donne – Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei- che nel 1946, scelsero questo fiore che nonostante appaia fragile cresce e  sboccia nei terreni più difficili e rappresenta perfettamente la forza propria  della donna e l’emancipazione femminile.

In alcuni Paesi in memoria delle operaie che persero la vita nell’incendio di una fabbrica di New York esattamente l’8 marzo del 1908  si è voluta onorarla istituendo la festa della donna.

Varie sono le correnti che fanno nascere tale ricorrenza, tra le quali citiamo quella che vede il  partito socialista americano promuovere il 23 febbraio del 1909 una manifestazione a sostegno delle operaie che protestavano per ottenere migliori condizioni di lavoro  e il diritto di voto. Prese il nome di “giornata della donna”.

Quindi come si evince, questa data  è dedicata a tutte le donne e non soltanto ai nomi famosi, celebrando e volendo riconoscere alla donna i diritti  reclamati negli anni  onorando soprattutto il sacrificio di tante eroine il cui nome non si ricorda e si perde nel  tempo e nella memoria, che con il loro  sacrificio hanno fatto sì di ottenere  quelle vittorie che rendono le donne più libere, anche se molta strada è ancora da  costruire 

Per cui, concludendo  e rispondendo alla domanda, essere donna oggi vuol dire essere cosciente e consapevole del proprio ruolo insostituibile nella società moderna. E mi piace citare anche una frase scritta in una nota rivista da don Antonio Mazzi: “Ogni donna possiede la capacità di compiere miracoli quotidiani”.