di Capè
Farneticando tra me e me tra le mie elucubrazioni notturne, quando tra il dormiveglia di una serata afosa e piovosa che sia ti assalgono
pensieri pesanti tipo “dove ci ha portato e ci porterà le
robotizzazione in atto “ ti ci accende una lampadina che ti fa gridare
– svegliando moglie e figli se non il caseggiato intero – “opps
voilà”.
E’ quello che mi e’ successo alcune sere fa. Ed introduci l’argomento
ulteriore di questo mese chiedendovi di fare a mente un piccolo
calcolo aritmetico in tre secondi senza ausilio di computer o
calcolatrici: un milione x un milione=………..? Oppure quanti scrivono
“t’amo sulla spiaggia” parafrasando un bellissimo romantico ritornello
di una canzone anni 70 senza l’uso di Iphone o sms-
Due domande apparentemente e solo all’apparenza distanti ma in realtà
congiunte inseparabilmente perché non c’è italiano senza aritmetica ed
aritmetica senza italiano.
Ecco a cosa siamo arrivati con la tecnologia che ieri con l’avvento di
una semplice calcolatrice Olivetti che se da un lato ha aiutato in
calcoli complicati dall’altro ha ridotto la capacità del nostro
cervello a semplice spettatore quando e’ invece il motore che fa
correre il mondo ed il suo sviluppo e non può essere sostituito da un
robot non razionale ma meccanico. Dobbiamo allenare giorno dopo giorno
il nostro intelletto ed usarlo ben oltre il normale 20-25% attualmente
– per abitudine o per svogliatezza – usato prendendo esempio dai
disabili costretti ogni giorno a ingegnarsi riuscendovi a trovare
soluzione per sopperire alle mancanze fisiche. C’e’ più intelligenza
nella disabilità che disabilità nell’intelligenza al di là del QI
proprio di ognuno di noi. Altrettanto rispettiamo la nostra madre
lingua e la sua grammatica per fare un sensato discorso senza
imbastardirlo con paroloni senza senso e qui il ragionamento
aritmetico unito alla sintassi di comune accordo potrebbe facilitarvi
stupendovi del risultato ottenuto. E manderemo al diavolo i vari FB,
social del momento, fuorvianti e non veritieri mai.
Come quel commento apparso tempo fa su FB ed imperante oggi fra tutti
i commercianti che lamentandosi delle commissioni bancarie richieste
dalle banche sugli incassi tramite pos gridano “se il cliente mi paga
50 euro in contanti io giro questa somma in contanti per intero e non
sono costretto a girare 49 euro come mi rimangono al netto delle
commissioni e di conseguenza faccio circolare meno denaro per
l’economia. Grande emerita cavolata, stavo scrivendo cazz…perché il
prodotto che acquisto in un negozio – qualunque esso sia – tiene conto
sia del totale costi che sopporto ivi comprese le commissioni bancarie
ed il giusto margine remunerativo per il commercianti. Se non pagasse
commissioni bancarie al commerciante in primis non cambia niente
perché perché correttamente il commerciante incasserebbe 49 euro
altrimenti – mantenendo i 50 euro comunque – avrebbe un indebito
arricchimento. Smettiamola quindi di credere a FB perché quel euro di
commissione versato alle banche viene rimesso in circolo centuplicato
attraverso fidi e prestiti concessi a privati e aziende permettendo a
sue volta ai cittadini di recarsi in quella pizzeria a loro volta per
potersi pagare una pizza. Vero signora?
Alla prossima
CAPE’


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