Entro in una boulangerie, mi guardo attorno con attenzione, scrutando meticolosamente ogni singolo prodotto esposto nella vetrina del banco.

Sento il profumo del pane e dei panini imbottiti, le viennoiseries del mattino e le paste colorate che sembrano delle torte in miniatura. 

Dietro le commesse gli scaffali espongono con un criterio i differenti tipi di pane sfornato poche ore prima.

Così, accanto all’intramontabile baguette tradition, ci sono il pain aux figues et aux noix, il pain gris, il pain nordique, il pain au levain, il pain complet e persino il pain spécial, che può variare a seconda del panettiere.

Ogni boulangerie ha la propria specialità e, con occhi italiani, guardo quei prodotti che in qualche modo mi ricordano che a mille chilometri da qui una scena simile si sta svolgendo anche in Italia, ma con qualche differenza legata all’identità culturale.

Scelgo un tavolo vicino alla vetrina. Da lì posso guardare i passanti sorseggiando un caffè che non saprà mai di casa.

Il servizio è stato rapido e, più che trovarmi in una panetteria, mi sembra di essere in un bar. Già, perché in Francia può capitare che le boulangerie dispongano anche uno spazio dove potersi concedere una pausa.

La boulangerie francese, infatti, propone prodotti che possono essere consumati in diversi momenti della giornata, accogliendo un pubblico vario e offrendo, in un unico punto vendita, pane, viennoiserie, pasticceria e, in alcuni casi, anche un servizio di ristorazione veloce.

È forse questa una delle differenze che mi colpisce maggiormente. In Italia, infatti, queste diverse realtà sono più spesso distribuite tra panetterie, pasticcerie e bar, anche se ultimamente ci sono realtà anche in Italia quasi simili.

La boulangerie francese, può accompagnare diversi momenti della giornata che va dalla baguette acquistata per il pranzo al croissant della mattina, fino alla pausa pomeridiana con una fetta di torta o un vero e proprio dolce in miniatura. 

In Italia, invece, il rapporto con il pane è in prevalenza legato al pasto e alle tradizioni regionali, con una varietà di forme e sapori che cambia profondamente da una zona all’altra del Paese.

Alcune boulangerie hanno spazi per consumare sul posto dove si può restare seduti per ore, parlando con gli amici o lavorando al computer, mentre altre non offrono questo tipo di servizio e sono pensate solo per una vendita rapida.

Nelle piccole realtà, infatti, la boulangerie non dispone di uno spazio per sedere, ma talvolta si può approfittare di un ambiente più famigliare che permette persino di scambiare qualche chiacchiera con le commesse.

È un luogo che ricorda il passato e che, per certi versi, si avvicina al calore delle panetterie italiane, dove i prodotti sanno di casa e di una tradizione che si perpetua da generazioni.

Sia in Francia che in Italia esiste una forte cultura del pane, ma con tradizioni e abitudini di consumo diverse. 

Ed è proprio osservando un gesto quotidiano come comprare il pane che, talvolta, si possono cogliere differenze interessanti tra due culture.


One response to “I racconti della blogger Daisy Bozza. Il pane protagonista di due culture.”

  1. Emanuela Ferrando avatar

    Mi è piaciuto molto l’articolo!
    Adoro il pane, le focacce e i dolci e sapere che ci sono luoghi adatti anche allo scambio di opinioni, alla convivialità mi affascina molto.
    Grazie,
    Emanuela

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