
di Manuela Orsini Merani
“La piccola Atene della Versilia”, così da sempre le hanno cucito addosso questo abito che, con eleganza sfila fra le vie del centro affascinando tutti. Dai suoi cittadini, i pietrasantesi ai turisti internazionali, nessuno può rinnegare la sua unicità.
Gli artisti qui, sono di casa, arrivano per dare vita a mostre, rassegne e poi che succede?
Si innamorano dell’atmosfera che si respira, ad ogni angolo, via e piazza c’è un qualcosa di magico che intriga, conquista lo sguardo e i tutti gli altri sensi.
Siamo circondati da uno spettacolo naturale e al tempo stesso architettonico di impronta romanico gotico. Una continua narrazione del suo passato che rende protagonisti delle pagine del suo libro tutti i suoi visitatori, da vip a persone come noi.
Appena ci affacciamo sulla Piazza Duomo, dove sfociano strade caratteristiche come Via di Mezzo, Via Garibaldi e Via Sant’Agostino percepiamo quel quid in più.
Ha aperto la stagione delle mostre da febbraio fino al 2 giugno “EggOcentric”, in esposizione le opere dello scultore georgiano Vazha Mikaberidze, in arte Prasto. Un’esposizione diffusa di opere che richiamano la forma dell’uovo, un chiaro messaggio evocativo alla rinascita. Bronzo, marmo e altri materiali danno struttura alla sua arte, con la sinergia delle eccellenze artigiane locali.
Ad oggi si contano circa 22.678 abitanti, ma il numero che fa riflettere sono le oltre 200 mila presenze nel 2025 e ad oggi il numero è in crescita.
Un dato probatorio che rivela un lavoro strutturato alla cabina di regia.

Incontriamo il primo cittadino, il sindaco Stefano Alberto Giovannetti che mette in luce come il territorio sia oggetto di una continua evoluzione nell’ottica del rilancio del futuro:
“ In questi giorni abbiamo visto che è una città molto gettonata dal punto di vista culturale, con una grande affluenza nei nostri musei. Pietrasanta è una realtà ricca di cultura, un luogo importante, anche per la biblioteca comunale in via Sant’Agostino c’è il massimo impegno a chiamare tutti alla lettura, con vari incontri e presentazioni di libri. A giugno ci saranno altri lavori che consentiranno la realizzazione dell’ascensore per l’accessibilità e una migliore fruibilità delle aree. Quando pianifichiamo progetti, il primo aspetto su cui lavoriamo è l’accessibilità, per consentire a tutti di vivere questi spazi”.
Quali capacità deve possedere un sindaco e perché si sceglie di farlo?
“La passione, l’amore per il territorio e per la comunità, è una missione. Fare il sindaco a Pietrasanta è una bella soddisfazione, è un comune bello, ricco culturalmente. E’ il territorio dove sono nato, vivo e lavoro, resti qui per sempre. Spesso vado in Piazza Duomo, non è una piazza che ti stanca, è un luogo magico, dove c’è tanta energia, un via vai di gente interessante. Tutto ciò ti da forza. Gli imprenditori che investono e aprono nuove attività, i commercianti, gli artisti che la valorizzano. Uno spazio che ha una attrazione e riesce a mantenersi vivo, che ti coinvolge, qui ti senti a casa tua in ogni luogo. Pietrasanta è una città aperta, è medaglia d’argento per il merito civile dal presidente per il contributo dato dalla popolazione alla lotta di Liberazione negli anni ’43-’45. Far sentire anche gli artisti di spicco come Mitoraj, Botero o i visitatori come a casa è una qualità della nostra gente. Con semplicità hanno saputo accoglierli come in una grande famiglia, che è Pietrasanta”.
Che peso hanno le critiche? Alcune sono costruttive?
“Personalmente un mio difetto è la predisposizione al confronto e all’ascolto. Ci sono le categorie economiche che a volte contribuiscono a fornirci elementi da condividere, per pianificare al meglio gli interventi. Sono molto presente nella mia comunità, incontro tanta gente non solo in sede ma anche fuori, nei mercati, nelle attività. Ho un rapporto bello e importante con i cittadini.
C’è sempre quello che è contrario e critica all’inverosimile. In comune noi siamo una squadra e facciamo le scelte nel migliore dei modi. Poi succede che chi critica ha un ripensamento, perché un conto è vedere il progetto sulla carta e poi vederlo realizzato”.
Torniamo all’ambito della progettualità, quali traguardi avete raggiunto e quali in fase di sviluppo?
“In questi anni siamo riusciti a incrementare, il recupero e la progettazione, anche dell’area del Sant’Agostino, la parte a sud,circa 9 mila metri quadrati dove verranno creati degli spazi espositivi. Lo spazio dei bozzetti attualmente sacrificato, si espanderà con grandi spazi espositivi legati al mondo della cultura. In cantiere anche la riqualificazione di aree urbane di completamento, a Marina di Pietrasanta, Tonfano, Fiumetto, Focette e a Strettoia”.
Tra i tanti step l’acquisizione dell’area ex Pierotti, un vecchio opificio, con quattro mila metri quadri di area che verrà destinata a un museo dell’artigianato. Uno spazio di residenza e laboratori per coinvolgere giovani artisti e artigiani.
“Si tratta di interventi importanti per una città come Pietrasanta, ma fondamentali”-ha puntualizzato.
Ad aggiungersi il recupero di palazzo Moroni, un edificio di mille metri quadrati su cui realizzeranno uno spazio museale e dell’ex municipio dove prenderanno corpo la nuova biblioteca e un’area di esposizione dell’archivio storico.
In fase di preparazione anche il recupero della Rocca Ghibellina conosciuta come Rocca di Sala, la parte sopra la città, una riqualificazione importante di un’ area che rappresenta la storia di Pietrasanta.
Sul fronte occupazionale dei giovani si aprono delle interessanti opportunità: “Abbiamo vinto un bando per sviluppare corsi per giovani artisti, e stiamo predisponendo un altro bando per corsi di formazione per artigiani, che andranno a continuare a lavorare in quelle realtà artigianali, di cui il nostro territorio è ancora ricco. Bisogna investirci perché altrimenti si rischia di far scomparire le botteghe rimaste”.
Un altro progetto degno di nota si riferisce al parco della scultura all’aperto, conta circa 90 sculture sparse su tutto il territorio. Attraverso le App si possono visitare e creare itinerari che raccontano la storia delle opere e dell’artista che ha donato l’opera. Un ventaglio di informazioni che danno al turista un quadro generale di quello che è la realtà del territorio pietrasantese e delle sue risorse.

Spesso sembra un qualcosa di straordinario rendere un centro storico accessibile per tutti, qual è la situazione a Pietrasanta in relazione a questo aspetto?
“Abbiamo fatto anche un progetto di accessibilità per quanto riguarda il centro storico coinvolgendo le attività. A volte sono piccoli spazi, ma con la consulta del volontariato con il presidente Andrea Galeotti, il comune ha finanziato la realizzazione di pedane, per consentire l’accesso anche nelle botteghe del centro storico. Stessa scelta anche nella sede del municipio. Una decisione dettata da una impostazione normale, sono scelte che facciamo quotidianamente. Anche se ci sono location storiche come il Sant’Agostino dove si presentano delle difficoltà, come per esempio le pendenze. Abbiamo abbattuto altre barriere con interventi come in alcune Piazze Statuto, IV maggio e Carducci.
Il museo Mitoraj sarà accessibile a tutti, dove oltre a uno spazio importante dedicato al grande artista prenderanno vita mostre collaterali a rotazione di artisti di varia provenienza”.
Si parla spesso di lusso in Versilia, ma a Pietrasanta in tutto questo come si colloca?
“Il nostro territorio riesce ancora a dare a tutti, dalle fasce più deboli ai benestanti, ci sono locali e alberghi e stabilimenti balneari che offrono proposte per tutte le esigenze.
Noi lavoriamo perché il territorio non venga contaminato da troppo lusso, il lusso del territorio di Pietrasanta deve essere la cultura. Aperta a tutti, dove non si paga il biglietto negli spazi del comune”.





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